Che sapore ha l'amore

Che sapore ha l'amore

di Tommaso Calascibetta

Posai di corsa i miei pupazzi con la veemenza e la foga di una persona che è stata appena tradita dal suo migliore amico. Mi alzai in piedi, gonfiai il petto pronto ad esplodere e cominciai a camminare verso mia madre con fare minaccioso. Avevo sei anni, l'animo dolce e tanta voglia di capire. Tutto.

“Mamma, che sapore hanno gli abbracci?”
Mia madre mi guardò stupita, spiazzata. Poi con un sorriso mi cullò tra le sue parole:
“Luca, ti ricordi che ieri mi hai chiesto per cena, espressamente, il tuo piatto preferito?”
“Sì”.
“Ecco, quello è il sapore di un abbraccio”.
“Wow! Allora avevo ragione io. Oggi Alessia mi ha detto che gli abbracci non le piacciono, io invece ho insistito. Mi piacciono tanto gli abbracci”.

Mi allontanai soddisfatto. Mia madre con lo sguardo seguiva i miei passi, era riuscita a superare indenne la prova. Dopo poco però tornai alla carica: stessa danza di prima, via i giochi, rincorsa feroce...

“Mamma, e invece la rabbia che sapore ha?”
“Oh Luca, e perché vuoi saperlo?”
“Perché ieri ho litigato con Mirko. Ha detto che è arrabbiato con me. Io però non lo so se la rabbia è una cosa brutta”.
“Allora, ti ricordi quando eri più piccolo e tuo padre per sbaglio ti mise il sale nel latte e tu cominciasti a piangere?”
“Sì”.
“Ecco, quella è la rabbia. Qualcosa di buono, rovinato per errore, e che ti fa piangere”.
“Non mi piace proprio il sapore della rabbia. E l'amore invece? Che sapore ha?”

Mia madre rimase in silenzio, non rispose mai. Ricordo il suo grembiule da cucina volteggiare nell'aria come il vestito di una principessa. Mestoli vibrare nell'aria come bacchette di un direttore d'orchestra, sinfonia di odori a saturare le pareti.

Lo spettacolo finiva quando rientrava mio padre, un po' acciaccato dalla fatica del lavoro in fabbrica. Posava il giaccone, si lavava le mani, infilava le pantofole e poi dopo aver dato un bacio a noi figli, correva dalla moglie.

La stringeva a sé, la faceva ruotare e il grembiule ricominciava a volteggiare.
“Tesoro, ti ho fatto un po' di pasta”.

Questo è il sapore dell'amore.