Un filo d'olio extravergine di oliva

Un filo d'olio extravergine di oliva

di Tommaso Calascibetta

-Un filo d'olio extravergine d'oliva .
    
“Un filo d'olio extravergine d'oliva”.
-Aggiungere pepe quanto basta.
    
“Aggiungere pepe quanto basta”.
-Abbondante parmigiano.
    
“Abbondante parmigiano”.

 

Tutto perfetto, Alessia aveva organizzato la serata con cura. Lui arrivò a casa puntuale come sempre. Entrò, il volto stanco da 8 ore in reparto tra campanelli e pazienti, bello come sempre. Due occhi grandi che le ricordavano il sapore della pasta fatta in casa da sua nonna. Una voce possente e penetrante come l'odore di caffè la mattina. Un sorriso caldo e dolce come una crostata appena sfornata.

“Tutto bene a lavoro amore?”
“Sì sì, vado a farmi una doccia, parliamo dopo”.

Mentre lui era in bagno lei apparecchiò la tavola con cura. Volteggiava timorosa ma decisa tra posate e piatti come un étoile al suo esordio alla Scala. “Oggi vedrai che ho imparato finalmente a cucinare!” pensava. Luca era stato male, parecchio. Uno dei quei mali che ti prende una volta sola nella vita, perché nella maggior parte dei casi dopo, una vita, non ce l'hai più.

Ne erano usciti insieme, come sempre avevano fatto. Come sempre si erano giurati. Il periodo della riabilitazione, la dieta ferrea. Cibi selezionati e approvati dai medici. Lei era un sergente, non gli permetteva mai di sgarrare. Lui capoccione, totalmente devoto alla sua donna. "Questo sì, questo no, questo è meglio evitarlo, questo scordatelo proprio!"

Con il tempo ti ci abitui, cominci a capire che mangiare bene non serve a cacciare di casa un mostro, ma a cambiare la serratura. Ti rendo conto che tutto quello che prima era superfluo, ora è indispensabile. Che il contorno non è un modo per allungare la minestra, ma serve a dare un senso alla pasta. Capisci che serve ben più di una mela al giorno per star lontani dai medici, ma allo stesso tempo riscopri il sapore di una merenda. Ricordi d'infanzia, quando mangiavi di fretta per avere la sorpresa. Gli sguardi vividi di tua madre, i pugni chiusi di tuo padre davanti agli occhi e tu, piccolo bimbo, intimorito dalla scelta più importante della tua vita: destra o sinistra?
Luca e Alessia erano questo, un piatto di pasta insaporito dalla fatica di aver superato tutto questo insieme.

Uscì dal bagno già vestito, si sedette a tavola:

“Amore insomma, è pronto?”
“Oh cavolo! Ho dimenticato di accendere il forno”.