Ricci al pomodoro e un per sempre

Ricci al pomodoro e un per sempre

di Eufemia Scannapieco

Dai, dimmi dove stiamo andando?

Le tengo la mano.

Fin dal primo giorno che l’ho incontrata, ho desiderato tenerla per mano.
Con la sua aria svampita e quei riccioli sempre disordinati mi ha stravolto per la sua incapacità di accontentarsi di tutte quelle cose estremamente comuni, normali.

Per il primo appuntamento ha scelto di incontrarci al circo.
A Firenze, mentre sorvolavamo la città in mongolfiera, mi ha concesso il primo, lunghissimo, indimenticabile bacio.
E per ogni anniversario, da ben sette anni, disegna una mappa e con una fantasiosa caccia al tesoro, divertente e mai banale, mi regala un po’ di sé. Del suo essere speciale.

Oggi, però, tocca a me sorprenderla. L’amore fa bene quando è ricambiato con la stessa intensità, voglia e passione.
Nei piccoli gesti come in quelli straordinari. Nella quotidianità come in occasioni speciali.
Oggi voglio essere io a lasciarla senza parole.

Non vedo nulla, dove mi stai portando?
È una sorpresa. Lascia fare a me

Sorrido e continuo a tenerla per mano mentre percorriamo il ‘Sentiero degli Dei’ verso la punta più alta del monte della nostra città. Lascio che la curiosità di questo istante, lungo il tragitto in salita, la trasporti con la fantasia dove lei voglia. 
È bendata, può solo immaginare senza guardare. E cammina affidandosi a me. Solo a me.

È da settimane che organizzo questa sorpresa. Oggi Simonetta compie trent’anni e questo compleanno deve essere speciale. Conosco i suoi gusti meglio dei miei: adora le mostre di Picasso, i ricci al pomodoro e fare lunghe passeggiate che fanno bene al corpo e all’anima.

Non è semplice stupirla.  Ma voglio provarci, mettermi alla prova e sbalordirla.

Ecco, siamo arrivati!

Sussurro con il fiatone, per l’ultimissimo tratto percorso verso la vetta. Non sono molto allenato, passando intere giornate alla scrivania. Ahimè!
Le tolgo lentamente la benda. C’è una luna gigante, questa sera, a far brillare il magnifico panorama che si apre ai nostri sguardi. Luminosa e tiepida, la nostra luna, illumina i suoi occhi. Profondi, nerissimi, lucidi per l’emozione della sorpresa.

Sono senza parole”.

Aspiravo a questo!

Ma cosa c’è in questa ampolla di vetro?

364 promesse di felicità. Per ogni giorno dell’anno, ho immaginato qualcosa che potesse farci stare bene. Cose semplici, abbastanza normali. Le cose belle e buone, sai, fanno bene all’anima, al cuore”.

Sorride come una bimba e, mentre emozionata continua a toccarsi i riccioli ancora disordinati, si siede sul tappeto che ho preparato per lei, per noi, e inizia ad aprire i bigliettini nell’ampolla di vetro a forma di mongolfiera.
Avrebbe dovuto scoprire un messaggio al giorno. Ma, estremamente curiosa com’è, non riesce a trattenersi e afferra tre bigliettini colorati.

Il rosso “Un abbraccio di 5 minuti sul Ponte Vecchio, dove mi hai dedicato il tuo primo dipinto".

Il blu "Ai fornelli, prepariamo il pranzo insieme. Sporcandoci le guance di sugo per la troppa bontà!"

Il giallo “Guardiamo le stelle. La notte è più magica se fissi il cielo con chi ami”.

I miei desideri! Li hai scritti tutti. Così mi prometti che mi farai stare ancora meglio ogni giorno, per i prossimi 365 giorni?

No, sarebbe stato troppo banale regalarti 365 promesse di felicità. Ci sono solo 364 idee per renderti felice”.

“Ne manca una, quindi?

“Sì, manca la promessa più importante”.

Respiro nel silenzio di questa magnifica notte e continuo. Impacciato e innamorato.

“Se vorrai, il 20 febbraio, sarà il giorno del “Per Sempre”, la promessa più importante”.

Mi guarda.
In silenzio. Con i suoi occhi profondi.
E mentre il mio stomaco inizia a brontolare fra tensione e fame, rompendo anche il romanticismo dell’istante, lei con una forchetta afferra i ricci al pomodoro che ho preparato per questa cena speciale sotto le stelle.
Li assaggia e poi avvicinando il boccone succulento alle mie labbra, mi bacia.
Come sempre, è lei a sorprendermi.

“Desidero assaporare, ora, questa cenetta che hai preparato.
E godermi te, le stelle e i ricci al pomodoro.
E sì, saranno 364 giorni di felicità. E un per Sempre!”