Il traffico dei pensieri

Il traffico dei pensieri

di Eufemia Scannapieco

Alcuni giorni il tempo che trascorro al volante sembra infinito, nonostante il percorso sia lo stesso che compio da due anni.

Ogni giorno.

Non è la strada, né il traffico, né tantomeno la pioggia a farmi cambiare la percezione del tempo che scorre o rallenta. Sono i pensieri che in quel momento mi assorbono: in alcuni attimi mi logorano. In altri mi regalano benessere e speranza.

Inaspettatamente.

Oggi, è uno di quei giorni dell’inaspettatamente, in cui le curve di quel  percorso sembrano coccolarmi e accompagnarmi con dolcezza nel rientro verso casa.

Proprio oggi, non voglio accelerare perché nell’ultimo periodo ho corso sempre, troppo spesso.

Non ho gustato un caffè per troppi giorni. Lo buttavo giù in due secondi ogni mattina e ogni notte, dolce o amaro che fosse.

Non ho assaporato un piatto di pasta per molte settimane. Mentre masticavo non mangiavo ma semplicemente mi nutrivo e quando il piatto restava vuoto, non ricordavo neppure se il sugo fosse saporito o insipido.

Non ho esplorato con la fantasia un libro per tanti mesi, banalmente sfogliavo le pagine. Velocemente, superficialmente per distrarmi dal traffico dei pensieri. Quelli negativi.

Non ho ascoltato lui, per troppo troppo tempo. L’ho sforzato, l’ho stritolato, l’ho maltrattato: il mio dialogo è stato costantemente con la testa. Ma il cuore l’ho abbandonato, l’ho silenziato. Per paura di cedere, di essere distratta.

Vulnerabile.

Debole.

Ma oggi no. Oggi tra il traffico della strada e quello dei pensieri, ho silenziato i problemi, le preoccupazioni, le ansie.
Oggi voglio sentirmi bene. E riempire il cuore di gioia.

Voglio essere debole ma felice. Tornare a gustare la quotidianità che è meravigliosa,  l’abbraccio di mia sorella e le coccole di mia madre che tenta sempre di rasserenarmi, anche nei momenti buoi, con un bacio, un buon piatto di pasta e un amorevole “Ce la farai!”

Oggi desidero sorridere, perché è un giorno bellissimo, da assaporare lentamente.
Insieme al mio piccolo amore che è seduto accanto a me. E sta bene.

<<Mamma, cosa hai preparato di buono? Non ne posso più, sai, di quelle verdure bruttissime e di quella pastina. Sempre in bianco e triste.>>

<<Oggi c’è il tuo piatto preferito, piccolino. Che fa bene anche al tuo cuore.
 Spaghetti al pomodoro con il basilico fresco. Super colorati e tanto tanto buoni. Te lo prometto!>>

Sorridiamo. Felici.

<< E allora accelera. Ho tanta fame. Perché non acceleri?>>

<<Non posso accelerare, c’è un po’ di traffico. Ma tu approfittane e guarda il mare. E i caldi colori del cielo. Stiamo tornando a casa.>>

Da oggi nessun’altra corsa d’urgenza nel traffico.
Né tristi stanze d’ospedale o sale d’attesa.
Lo sussurro a lui e al mio cuore.

E torno a perdermi nel traffico dei pensieri. Finalmente positivi.