Mancarsi

Mancarsi

di Eufemia Scannapieco

Napoli Centrale. Stazione.

Claudia parte, è in ritardo.
Come sempre di corsa, scarta un panino e lo addenta saltando sulle scale del treno, vagone numero sette. Il taccuino per gli appunti e i sogni da rincorrere. Per un attimo ci pensa, fa no dentro, e si dice di smettere. Conviene partire. Il treno è puntuale.

Andrea è su un binario poco distante. Tira fuori dallo zaino la schiscetta preparata prima di uscire di casa, la pasta è ancora calda ed è in anticipo; come sempre. Si siede, la apre e assapora il suo pranzo un boccone per volta, lentamente: è il suo momento di benessere. Il treno sarà puntuale.

Milano Centrale. L’Arrivo.
Claudia si sveglia di colpo. Infila il giubbotto e la sciarpa, chiude al volo il taccuino e tenendolo tra le mani si fa largo tra la gente correndo verso la metro. La matita le cade, si china, la raccoglie. Farà ancora una volta tardi al colloquio.

Andrea è già pronto sulla soglia per l’uscita dal vagone, questa volta sente un po’ di tensione. Era in piedi già a Rogoredo. Questo colloquio è davvero importante.

Milano. Bovisa.
Claudia è in corridoio e attende il suo turno, è arrivata in ritardo ma per fortuna era in ritardo un po’ tutto. Si siede, riapre il taccuino e scrive un pensiero portafortuna. Poi respira profondamente chiudendo gli occhi.

“Scusa, scusa!” li riapre e si vede davanti un ragazzo.
Stropiccia gli occhi, è reale
“Ah! Sì, dimmi.”
“Si tengono qui i colloqui di addetto stampa e reporter?”
“Si. Sto aspettando che mi chiamino. Piacere Claudia.”
“Bene. Sono in anticipo. Piacere Andrea, posso sedermi?” “Certo.”
“Grazie.”

Claudia continua a guardare quel ragazzo con la coda dell’occhio. Comincia a immaginare la sua storia, il suo percorso, la sua vita. Immagina e osserva. Non parla però, è quasi immobilizzata.

“Claudia!” Andrea la strattona delicatamente
“Sei tu Claudia Bianchi?”
“Ehm! Sì, io Claudia, Bianchi”.
“Ti hanno chiamato, tocca a te”.

Sorride. Claudia non risponde nemmeno al sorriso, improvvisamente si ricorda il suo sogno. Il motivo per cui oggi ha viaggiato fino a Milano per un posto di lavoro che la aiuti a stare bene. A ritrovarsi nel suo continuo disordine e nella sua incapacità di fermarsi.

Colloquio brillante. Uscendo passa il turno ad Andrea. Gli sorride questa volta: “In bocca al lupo!” Lui risponde al sorriso e sibila un “Grazie”. Poi entra.

Claudia scende di corsa le scale e raggiunge un bistrot. Ormai sono le 20:00: ordina un piatto di pasta caldo e lo assapora come se fosse la prima volta che mangia in vita sua. Come se fosse la prima volta in vita sua che riuscisse a fermarsi. E godersi un momento. Questi sono i veri momenti che fanno bene.

“Le faremo sapere”. Così le hanno detto.

Due fotogrammi in movimento
Claudia e Andrea, ognuno col suo tempo. Andature così diverse li rendono due mondi che forse solo un giorno si fermeranno attorno al tavolo di una cucina. S’incontreranno, forse, in un momento giusto e si innamoreranno al primo sguardo. O forse per la fretta, per la noia, per un pelo, per sempre si mancheranno.

Chissà!
Per l’amore bisogna essere pronti.